Il Teatro del Silenzio

Superata la frazione de La Sterza, il paesaggio toscano si trasforma in grandi spazi pieni di silenzio. E questo perchè i grandi spazi mangiano il rumore.


Ci si trova così dentro un grande spettacolo di silenzio e il luogo ne è il teatro.
“Il teatro del silenzio” è un niente strutturale di vento e sole. Un volume invisibile senza contorni fisici,
un enorme palcoscenico aperto.
Questo spazio viene apparecchiato una sola volta all’anno per una voce, quella di Andrea Bocelli, garbata, gentile, saggia come il suo proprietario. Una voce che vince sui parametri accademici della lirica, tono, timbro e potenza, con il suo velluto, carico del vissuto dell’Uomo, della fermentazione e della digestione dei suoi sentimenti.
Semplicità e silenzio, come i due ingredienti che hanno reso famosa nel mondo questa ricetta.
Durante i 364 giorni all’anno di silenzio, la magia che all’improvviso si crea nell’unico suo giorno di apertura, non si spenge al termine di qull’unico giorno.
Lo spettacolo eccezionale di Lajatico al “Teatro del Silenzio” riporta ad una sede antica e nuova, “a cielo aperto”, in “luoghi collinari”, dove i posti a semicerchio degradavano verso il centro, verso i cori, le scene e le orchestre.
A Lajatico il grande gioco della comunicazione emotiva si ripete.
Eccezionale felicità geografica.
La terra degrada verso il centro sottostante, il cielo si apre al più silenzioso dei silenzi, la ribalta viene stretta nell’abbraccio degli immensi spazi laterali. Uno scenario fantastico di verità terrestre e di energia celeste. La Banca Popolare di Lajatico è dentro anche a questi contenuti con un viaggio che attraverso i cinque continenti porta sempre con semplicità dove ogni uomo ama andare da solo.
Dentro se stesso.

 

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